LA MIA MUSICA

Il mio profondo rapporto con la musica è forse un riassunto del mio modo di intendere tutta la comunicazione. Gestione di una serie di effetti (desiderati e non). Empatia necessaria verso un pubblico da rendere fedele. Strumento per dare espressione o superare le semplici parole. Gamma di storie artistiche e culturali che vengono da lontano e si intrecciano nella “liquidità” del contatto…

Appena ho scoperto la musica, immediatamente ho avuto voglia di suonarla, possibilmente dentro un linguaggio mio… Dalla cetra passai subito alla chitarra. Molto Evoluzione dei musicistiambizioso, mi rendo conto. Non mi sono perciò mai sentito un cantautore anni 70, legato più a testi nati a tavolino che alla ricerca di nuove soluzioni musicali. E dunque mi sono formato sulla sperimentazione prima che sulla tradizione: i miei primi dischi (per fortuna di vinile resistente) furono di Bartok Berg Zappa Berio BS&T BuffaloSpringfield Mitchell Monk Dolphy Mingus, a parte sua maestà Brahms…

Non sono mai riuscito a viverla come mio primo mestiere, anche per paura, perciò ho apprezzato proprio i nomi di chi riusciva a mantenere nella società proprie radici di lavoro, cioè con la realtà: Jannacci, Vecchioni, Guccini. Certo avrei dato qualsiasi cosa per poter capitare in certi luoghi nei momenti giusti, quando vari artisti si illuminavano a vicenda: la Liguria/Piemonte di Tenco o Conte, la Milano di Fo Gaber Strehler Tadini, la Londra di Beck Clapton Page Bowie Bacon, la Parigi di Beckett Piazzola  Gainsbourg DeBeauvoir, la Rio di Vinicius Jobim Chico …

Ho composto quasi 100 canzoni o cose definibili così, sempre meno italiane e sempre più british. Negli anni 2000 ho avuto la fortuna di trovare amici, come Stefano Marchese, che mi aiutassero a dare almeno a 25 di loro una veste discografica: e ho sempre apprezzato di DeAndrè proprio l’umiltà di farsi aiutare da nuove persone ad ogni nuovo disco…  Non dispero ora di offrirle a chi può cantarle meglio di me. Intanto mi sono fatto belle esperienze (umane in primis) in cori e ho tentato una avventura più grande di me col corno francese, caldo e irrequieto.

In questa sezione, ecco i materiali per ascoltare alcune mie canzoni: ormai è l’unico modo perchè, nel frattempo, il mondo musicale che ho potuto conoscere io fin dagli anni 50 (e che pensavo fosse eterno), semplicemente non esiste più. Forse anche per colpa del narcisismo dei cantautori e non solo per le miopie discografiche. Troppe cover in giro, rifatte con lo stampino. Pochi soldi per chi vuol proporre qualcosa di nuovo, di suo, salvo ancora nel jazz…

Buon ascolto, prima ancora che buona lettura.

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