HAIKU

Ho scoperto da ragazzo la più piccola e densa forma poetica esistente. Da allora questa sfida giapponese – maturata dal 1600 – di tre soli versi articolati in 17 sillabe (5-7-5) mi ha tenuto compagnia in tante avventure. Dal viaggiare in scooter per Roma, ai viaggi nel Tibet. LIBRETTOcopertinaHo volentieri partecipato (con qualche soddisfazione) ai due maggiori concorsi italiani, di Empiria e Cascina Macondo, e imparato molto. A Natale 2012 ho in qualche modo salutato i miei 100 haiku personali preferiti, nel volumetto “Soffermarmi“. D’ora in poi andrò più indietro, alla forma di 29 sillabe in cinque versi, il tanka.

SERIE DEL THE’  – Paolo Giammarroni

Un raggio spanna

i vetri invernali.

Ti verso del thè?

Puoi scegliere.

Nero, verde, Paimutan,

in ogni stagione

Fogliolina che

ti apri in acqua calda…:

thè d’autunno

Niente limone.

D’estate gusto di più

un thè intatto

Vedo uno yak

nella goccia di latte:

un thè di marzo

“Nero” all’alba –

“Bianco” verso il sonno –

Con calma: “verde”

Bassi cespugli.

Dita veloci nell’afa.

Essiccatoio

Spalle al roji.

La gola è pronta

al rito matcha

Calda teiera.

Chi cuce in cucina

beve Kukicha

Scaldo le palme

sulla tazza regalo.

E’ già Natale

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